MEDIA.COMM(UNITY) / COMM.MEDIUM

Divenire comunita oltre il mezzo: l'opera diffusa
Febbraio - Maggio 2004
Ideazione e cura: Gabriele Perretta
Sede: Museo d'Arte Contemporanea MASEDU _ Sassari
Installazione: ARTeS & company
Organizzazione: ARTeS
Collaborazioni: Installart & Polibab2000

Inguine.net partecipa alla mostra con un grande mosaico composto da: Manfred Regen, Gianluca Costantini, Maicol & Mirco, Marco Antonini, Giuseppe Palumbo, Miguel Brieva, Paper Resistance, Joe Sacco, Alberto Lavoradori, Blu, Sacco & Vanzetti, Kufia, Mario Bailone, Firehouse, Ale Staffa, Massimo Semerano, Claudio Parentela, Deus Irae, Andrea Accardi, James Kochalka, Maria Pia Cinque, Arrington de Dyonisio, Julie Doucet, Enrico Tomaselli, Jessica Angiulli, Max Andersson, Wilma drk, Chris Lanier, Mimmo Manes.

Nodo:
www.thebrainbox.com
www.sueo.it
www.lavectoria.com
www.canefantasma.com
www.muridicarta.it

Gli altri gruppi partecipanti // Comunity map:

Comm the comm (action.comm...): Tim Rollins and Kos, Information Fiction Publicite (IFP), Studio Azzurro, Limiteazero, Dormice, Quintaparete, Mario Matto & c., Cast, GAHP, Futur Planet, Makrida, Elastic Group of Artistic Research, Fischerspooner, Wochen Klausur, EN AVANT COMME AVANT, Art in Ruins, Art in Space, Tessarollo Team, G.P. Mutoid, E.M.P.R.E.S.A., Giardini Pensili, Premiata Ditta, Ultrash.

Nickname: Baggi Representative, Partito del Tubo, Prof. dr. dr. Zagreus Bowery, Hamlet Rice, Coniglioviola, Bertinetti & Co.

Comm/in ground a cura di Ma0/emmeazero: A12, Cliostraat, Stalker, Peter Lang, Ian+, Nicole_fvr/2 a+p, Avanguardie Permanenti, Sciatto Produzie.

Polilab01 a cura di Aninima di-chi-lu-son: Chiara Demelio, Jeffrey Isaac, Santolo De Luca, Adriano NArdi, Sergio Cascavilla, Claudio Spoletini, Enrico T. De Paris, Fabrice De Nola.

Poliba02 a cura di Old Players Society: Ronald Victor Kastelic, Fabrizio Passarella, Antonella Mazzoni, Giorgio Lupattelli, Andrea Neri, Mario Volpi, Caterina Notte, Antonella Matarazzo.

Poliba03 a cura di Cristina Show: Servaas, Ingold Airlines, Banka di Oklahoma, Pier Luigi Pusole, Tecnotest, Bruno Zanichelli, Corrado Levi, Piero Gilardi.

Poliba04 a cura di M. Bertinetti & Co.: Alighiero Boetti, Urs Luthi, Richard Long, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Silvje Fleury.

Poliba05 a cura di Generic Art History and Promotion (GAHP): Maurizio Cattelan, Tommaso Tozzi, Emilio Fantin, Daniela Cignini, Marco Moschini, Nello Teodori.

Comm.noesis: Millepiani, Cyberzone, Collettivo 33, eadessovediamo.org NCZ

Kata:doxon.comm a cura di eadessovediamo.org - NetcriticalZine: nodo: Oginoknauss, ANTtelevision, MinimalTV, MosaicoTV, CameraBlu, Videor, PeccioliTV, TeleportoTV, DiscovolanteTV

---

Media.comm(unity)/comm.medium
Divenire comunità oltre il mezzo: l'opera diffusa

Questa mostra ha come idea centrale la convinzione che i soggetti che collaborano alla costruzione del materiale artistico hanno, ormai da tempo, assunto la tendenza a mescolare diverse esperienze e diverse identità, facendo circolare tutti i saperi, artistici e non, uno nell'altro. Da qui le comunità latenti e le community manifeste; da qui la mente diffusa e la generalizzazione di qualsiasi applicazione estetica. Entro i manufatti, le visioni del mondo, dei luoghi e dello spazio, attraverso le immagini e la scrittura, gli stili, i generi, le architetture e le tendenze, operano, si intrecciano e mutano continuamente significato contesti e pretesti diversi. Le comunità divise e le dispersioni a venire sono in accordo ma più spesso in contrasto le une con le altre, si vedono insieme e si sentono distanti, si vivono provvisorie e durature, interagiscono con loro stesse e con l'ambiente, il sapere, il senso comune e le emozioni. È come se le tracce di un lavoro, apparentemente individuale e totalmente filtrato dai rimbalzi dei media, declamassero: “the most migratory things in the world”.

In effetti, mentre da più parti si fa avanti l'ipotesi di un'eclissi delle forme di aggregazione e di una rinascita del sentimento del genio individualista e proprietario, si può dire che nessuna questione ritorna al centro del dibattito sul simbolico tanto quanto quello della comunità artistica. Nel dissidio contemporaneo, quando si costruisce l'opera, la comm. non è un contrasto da difendere ma un vuoto, un debito che ogni operatore ha nei confronti dell'altro. Ogni segno (o di-segno) artistico sembra ormai costituito da un'altrui potenza, un'imprescindibile alterità di noi stessi.

A partire, dunque, da alcuni esempi chiave del lavoro delle art community internazionali , la mostra Media.comm… non vuole desacralizzare solo il concetto di opera, né quello di artista ma, criticando il famoso slogan di M. McLuhan il medium è il messaggio , vorrebbe dimostrare che il medium è la comunità e l'arte, dissolvendosi nella vita quotidiana, già ai tempi di Kurt Schwitters, aveva già superato il mezzo, scegliendo l'ambiente e la comunità non come un'effettualità, ma come un soggetto delle cause. È la comunità stessa nella sua fattualità che non impone più un modello linguistico o il progetto di un'opera, ma un'operatività diffusa, che usa qualsiasi mezzo e quindi realizza volontariamente un'opera disseminata, spesso mescolata tra gli strumenti e i messaggi della medialità che ormai giacciono fusi nel sociale. In altri termini, qui la sostanza delle community è presa alla lettera, essa esprime una virtuale condivisione volontaria, una deliberata pratica di vita in comune, una “prestazione aperta” tra individui che instaurano delle relazioni reciproche, basate sulla condivisione di valori e sullo scambio di codici di accesso ad una rete infinita di cognizioni tecniche e non.

In questo concetto di collettività (in questo divenire community ) rientrano tutte le espressioni artistiche e tutte vengono completamente azzerate ma anche, paradossalmente, potenziate: la pittura, la scultura, l'architettura, l'installazione, la fotografia, la musica, il cinema, il video, le televisione e la rete. Qui, ben presto si scopre che ormai già da un bel pezzo all'interno delle pratiche comunitarie la forma della non-opera ha preso il sopravvento, è considerata prioritaria. Ora, nella sua urgenza, anche il soggetto non appare centro (genio) assoluto dell'operatività artistica, ma l'altissima importanza dell'individuo e della sua identità stilistica è gestita all'interno di una partecipazione sparsa.

Ma questa esposizione, a partire da simili presupposti, cosa riesce a proporre al grande pubblico? Diciamo che essa offre la possibilità di ricostruire l'evoluzione dell'opera dei gruppi artistici degli ultimi anni. Si ritorna a riflettere sui temi dell'impresa collettiva per affidare a tali esperienze una funzione di monitoraggio sui mutamenti dello scenario artistico internazionale. Il rapido sviluppo tecnologico degli ultimi anni induce a imbattersi in nuovi problemi ed a sviluppare nuove strategie per affrontarli ed interpretarli. Che cosa è accaduto? Perché la figura dell'autore ha mutato significato. Siamo in grado di scoprire la ragione di questo nuovo disagio, osservando l'ambiente e il gruppo sociale in cui lavora l'artista, perché se lo sfondo in cui l'autore agisce è in trasformazione, è in metamorfosi anche il suo ruolo. Possiamo capire l'arte del futuro se ci addentriamo in una nuova idea dell'autore. Gli esempi di artisti che circolano in comm.medium metteranno in guardia sui problemi che pone la nuova condizione artistica. Infatti, l'itinerario espositivo della art.Comm. vuole fornire un utile raggruppamento delle questioni trattate e poni in evidenza i nuclei problematici della filosofia dei gruppi. Infatti, seguendo la mappatura disegnata dalle sezioni di tutta la mostra, i visitatori non solo potranno acquisire un'esperienza diretta della gamma crescente che l'estetica delle comunità rimanda, ma anche le suggestioni che interagiscono con essa.

Gabriele Perretta